Vita di G. D’Annunzio

 

     Gabriele D’Annunzio nacque a Pescara nel marzo del 1863 da famiglia borghese e benestante. Il padre, che per questo figlio nutriva grandi ambizioni, lo mandò a studiare presso il Liceo “Cicognini” di Prato, frequentato solo da persone di ceto sociale elevato. Egli si distinse per brillantezza di risultati e vivacità intellettuale e vi acquisì una solida preparazione umanistica e padronanza della lingua nazionale. Trasferitosi a Roma, si iscrisse alla Facoltà di Lettere, non conseguì mai la laurea sostenendo esami, la ottenne tuttavia honoris causa.

      Nella Capitale frequentò gli ambienti dei letterati, collaborò con la redazione di alcuni giornali come il “Fanfulla della Domenica”, la “Tribuna” e “Cronaca Bizantina”, entrò in contatto con il mondo dell’aristocrazia romana vivendo tra gli ambienti più eleganti e i locali più alla moda. Fu così che conobbe e si innamorò della duchessa Maria Hardouin di Gallese e per sposarla, vista la contrarietà dei suoi genitori, realizzò con lei una romantica fuga. Da Roma pertanto ogni tanto si spostava sia a Francavilla a mare, nella casa dell’amico e conterraneo pittore Francesco Paolo Michetti, battezzata “Il Convento”, sia a Napoli.

     Nella città partenopea pure collaborò a giornali ma soprattutto fece amicizia con Edoardo Scarfoglio e la scrittrice Matilde Serao. Non mancò di intrecciare una relazione con Maria Gravina Cruyllas di Ramacca da cui poi ebbe l’amata figlia Renata, chiamata la Sirenetta. Nel 1895 fece una crociera in Grecia sul panfilo dello Scarfoglio insieme ad altri amici. Poco dopo conobbe la grande attrice di teatro Eleonora Duse, se ne innamorò e la fece sua amante. Nel 1897 entrò in politica come deputato della destra, fu eletto nel collegio di Ortona, ma qualche anno dopo ruppe con il governo Pelloux e passò platealmente a sinistra. Ebbe un’altra burrascosa relazione, stavolta con Alessandra di Rudinì che, una volta abbandonata, si ritirò in un convento. Intanto aveva preso a vivere nella principesca villa della “Capponcina” di Settignano presso Firenze, circondandosi di mute di levrieri, splendidi cavalli, opere d’arte di ogni tipo e soprattutto, accumulando debiti. Fu così che, per sfuggire ai creditori, andò, “in volontario esilio” in Francia.

     Anche lì non cessò di vivere avventurosamente intrecciando relazioni con più donne (ricordiamo tra le più famose la ballerina Ida Rubenstein) e dedicandosi sempre alla sua attività letteraria, ma in quel momento in lingua francese.

     Tornò in Italia nel 1915, allo scoppio della guerra, per propagandare l’intervento contro l’Austria e per tenere comizi contro Giolitti e la sua politica. Quando anche l’Italia scese in guerra, si arruolò e fu autore di straordinarie imprese in tutte e tre le armi. In marina, fu artefice della beffa di Buccari: imbarcatosi con alcuni altri prodi su motosiluranti per andare ad affondare una nave da guerra, che si riteneva fosse alla fonda a Buccari appunto, non avendola trovata silurò alcune navi mercantili e lasciò in mare alcune bottiglie con ilari messaggi per gli Austriaci. Al comando poi di una squadriglia aerea volò fin su Vienna ma, una volta sulla città, invece di bombardarla, lanciò manifestini tricolori. Alla fine della guerra si fece interprete dell’insoddisfazione degli Italiani per quella che fu definita “la vittoria mutilata” e con un manipolo di legionari marciò da Ronchi a Fiume, la occupò militarmente e diede vita alla cosiddetta “reggenza del Quarnaro”. Una volta firmato il trattato di Rapallo, il governo italiano intimò al “comandante” di lasciare la città e fu dato ordine alla flotta di prepararsi ad intervenire in caso di resistenza.

     Disgustato da questi fatti D’Annunzio si ritirò su una villa di Gardone che battezzò il “Vittoriale degli Italiani”. Andato al governo Benito Mussolini, già suo compagno di imprese, fu progressivamente emarginato dalla vita politica anche se adulato, tanto che gli fu conferito il titolo di Principe di Montenevoso. In quella straordinaria villa ove aveva fatto ricostruire il ponte del suo incrociatore, portare il suo monomotore, costruire un teatro alla greca, ecc. visse fino alla morte che lo raggiunse nel 1938, dopo che aveva scritto alcuni versi contro Hitler.

*********