Sull'uso delle maiuscole

 

Uno dei fenomeni più vistosi, tra quelli che ognuno può agevolmente osservare  leggendo opere di ogni tipo, da quelle di divulgazione, ai manuali scolastici, ai saggi, alle riviste, ai giornali…, è quello del ricorso continuo alle iniziali minuscole a danno delle maiuscole.

Cerchiamo dunque di mettere ordine in questo campo e vedere quale dovrebbe essere il corretto uso delle maiuscole, dando qualche spiegazione.

 

 

 

Deve essere usata la lettera iniziale maiuscola nei seguenti casi:

  1. - dopo ogni punto fermo;
  2. - dopo il punto interrogativo, salvo che non si susseguano più domande (in questo caso la maiuscola si pone solo dopo l'ultimo punto interrogativo), lo stesso dicasi per il punto esclamativo;
  3. - dopo i due punti seguiti dalle virgolette, quando si introduce un discorso diretto;
  4. - con tutti i nomi propri, categoria nella quale dobbiamo considerare che rientrino, oltre che i nomi e i cognomi delle persone, (un nome di persona scritto con la minuscola significa un’altra cosa; ad es. : “Sei un arlecchino" (= una persona poco seria)… "Non fare il giuda" (= il traditore)…” etc.; in questi casi il nome proprio è divenuto un nome comune il che giustifica la minuscola). Perciò vanno con la maiuscola:
  1. - con i numerali preceduti dalla parola anni, come nelle espressioni: anni Cinquanta, anni Settanta. ecc.;
  2. - con le abbreviazioni di dottore, professore, avvocato, ecc. davanti al nome proprio: il Prof. Fumagalli... l'Avv. Agnelli... ecc. e così si scrive anche nei bigliettini da visita;
  3. con i pronomi lei e voi usati in maniera reverenziale; così si scriverà Lei e Voi in atti di valore giuridico, o amministrativo, o in lettere burocratiche o anche commerciali; questa maiuscola si trascina anche nelle enclitiche, così si scriverà: "Avrò piacere di incontrarLa…" . ­

 

 

 

Si scrivono poi:

 

 

 

Tirando le somme

 

Quest'elenco (probabilmente incompleto) è certamente lungo , ma lo è di proposito, avendo noi  voluto tenere presenti le cattive abitudini di quanti scrivono con troppa disinvoltura; se poi ben si guarda, ci si accorge che l'uso della maiuscola, così come l'abbiamo prospettato, osserva il criterio generale della necessità di distinguere i nomi propri dai nomi comuni, dagli aggettivi e dalle parole omografe.  A questi si aggiunge soltanto quello del rispetto formale che è segno di civiltà e di educazione, non di altro.

 

 

 

 

Ma in merito, che dicono i nostri grammatici?

Facciamo un breve excursus citando le loro opere secondo un criterio cronologico. I tre puntini indicheranno omissioni di testo, per ovvie ragioni di brevità.

 

 

Ceppellini Vincenzo. Dizionario grammaticale. I. G. De Agostini. Novara, 1962

La lettera maiuscola, che si usa solo come iniziale di parola, è obbligatoria nei seguenti casi:

Con i nomi propri non solo di persona… vie (Via Appia), porte (Porta Pia), edifici (Palazzo Marino),…popoli (Italiani)…istituzioni (Stato, Università, Ospedale maggiore) …per i titoli e gli attributi delle autorità politiche e religiose (Re, Presidente della Repubblica, Papa, Vescovo, Sindaco… I titoli che precedono o seguono i nomi propri sono da scriversi, nell’uso più corretto, con la lettera minuscola. Es: il senatore De Nicola, il ministro Minghetti, l’imperatore Claudio…

Con questi criteri non si sono tuttavia eliminati i molti dubbi che –mancando regole precise e rigide- si affacciano a chi scrive. Dipende infatti anche dal modo in cui l’autore “sente” una parola il fatto che sia scritta con la maiuscola o la minuscola.

pp. 285, 286

 

 Regula M. e Jernej J. Grammatica italiana descrittiva. Franche Verlag. Bern, 1963

L’iniziale maiuscola si usa nei seguenti casi:

Con i nomi che indicano persone appartenenti a nazione, regione o città si preferisce pure la maiuscola: i Francesi, i Genovesi,

In generale si può dire che la lettera maiuscola si usa quando si vuol dare importanza o rilievo a una parola: Stato, Accademia, Procuratore, Assemblea nazionale, Ministero…   pag. 31

 

Flora Francesco. Grammatica italiana. Cappelli Ed. Bologna, 1971

Hanno l’iniziale maiuscola:

i nomi dei popoli (es. gli Italiani, i Tedeschi, i Francesi); ma i moderni tendono a scriverli con la minuscola, tranne che negli atti ufficiali;

i nomi comuni adoperati come propri: (es. la Repubblica, il Senato, il Parlamento) negli atti ufficiali;

..

i nomi di vie, piazze (scrivendo però con la minuscola via, piazza): es via Quattro Fontane, vico Gelso, piazza Montanara, piazza Plebiscito;

L’uso frequente delle maiuscole rispondeva al costume di una società fondata principalmente sui gradi dell’autorità; i moderni tendono a ridurlo.   pp. 46 e 47

 

 

Battaglia Salvatore e Perticone Vincenzo. Grammatica italiana. S. E. Subalpina. Torino, 1977

La scrittura è fatta in genere di lettere “minuscole”, e l’uso della “maiuscola” è invece raro e risponde a determinate circostanze. E precisamente:

Si preferisce la maiuscola con i nomi che indicano l’appartenenza alla nazione, alla regione, alla città: gli Italiani, i Romani, i Toscani

Spesso si usa la maiuscola per indicare persone o cose che hanno valore unico, e perciò si sentono come nomi propri: il Papa, la Chiesa, il Presidente della Repubblica, il Maestro, il Paese, la Nazione…la Prefettura…   pag. 73

  

 Dardano Maurizio e Trifone Pietro. Grammatica italiana. Zanichelli. Bologna, 19953

Le maiuscole si adoperano all’inizio di parola, solo in alcuni casi:

in tutti i nomi propri di persona, nei cognomi, nei soprannomi, nei nomi geografici, di vie o di piazze: Luigi, Maria, Rossi, Italia, Perù, Milano, Vienna, Via Veneto, Piazza Indipendenza ecc.;

nei nomi di enti, società, istituzioni: Alitalia, Senato, Università (ma anche senato, università),

nei nomi che indicano gli abitanti di una città o di un paese: i Fiorentini, gli Olandesi (o i fiorentini, gli olandesi…)

nei nomi che indicano alcune cariche: il Presidente della Repubblica (ma anche il presidente della repubblica);

L’uso della maiuscola dipende spesso dal tipo di testo (ufficiale, burocratico ecc.) e dal modo in cui chi scrive “sente” una certa parola. Una diversa grafia (per esempio Papa / papa) può rispecchiare un diverso punto di vista…   pag. 695

 

 Serianni Luca. Grammatica italiana. UTET Torino, 1996 poi ristampata come Italiano, nella collana Le Garzatine. Garzanti. Milano, 2004

…l’uso della maiuscola è legato a fattori stilistici: ci aspettiamo di leggere Papa se chi scrive è un cattolico o comunque un ammiratore del pontefice, papa se il discorso muove da indifferenza o addirittura da ostilità.

...

L’appellativo che accompagna un antroponimo si scrive generalmente con la minuscola (<<l’avvocato Pellegrini>>, il <<cardinal Poletti>>, <<santa Lucia>>

Le sigle dei partiti politici si scrivono con maiuscole (DC, PCI, MSI), con minuscole (dc, pci, msi), oppure con maiuscola iniziale (Dc, Pci, Msi) 

SIC! Continuiamo.

Correntemente la maiuscola iniziale si trova…con…

“Alcuni nomi che designano nozioni astratte e organismi pubblici, in contrapposizione ad omografi relativi a dati particolari o concreti: <<la Legge non ammette ignoranza>> / <<la legge sugli ex combattenti>>; <<un funzionario dello Stato>> / <<lo stato dei lavori>> ; <<la Camera (dei Deputati) è chiusa>> / <<la camera (di un appartamento) è chiusa>>; <<una Borsa (centro di affari) nervosa / <<una borsa elegante>>; <<il Consiglio si è riunito>> / <<ascolta il mio consiglio>>; <<la Chiesa (l’insieme di clero e fedeli) americana>> / <<la chiesa (edificio) americana>>.    pp. 44,45,46.   

  

Patota Giuseppe. Grammatica di riferimento dell’italiano contemporaneo. Garzanti. Novara, 2006.

I nomi piazza, strada, via, viale, vicolo, ecc. che accompagnano il nome proprio, possono essere scritti sia con la maiuscola che con la minuscola…

I nomi porta, ponte, e palazzo, che accompagnano il nome proprio, vogliono sempre la maiuscola… pag. 25

 

 

 

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